La coronaropatia influisce fortemente su salute, qualità della vita e longevità. Questa malattia riduce l'afflusso di sangue e di ossigeno al cuore. Fra gli altri effetti, la formazione irregolare di placca nelle arterie favorisce la coagulazione del sangue, che a sua volta riduce il flusso sanguigno. Un afflusso insufficiente di sangue al cuore può causare sintomi quali dolori al torace (angina), difficoltà di respirazione, nausea, intorpidimento delle braccia e delle spalle. Altra conseguenza importante è l'aritmia, cioè una irregolarità del battito cardiaco. L'angina e l'aritmia sono segnali d'allarme che ci avvertono quando il cuore non riceve abbastanza ossigeno. L'afflusso insufficiente di ossigeno al cuore è definito ischemia cardiaca.
L'ischemia cardiaca può portare col tempo a una crisi grave, cioè all'infarto miocardico, che in alcuni casi si rivela fatale.
L'infarto miocardico
L'infarto miocardico si verifica quando una o più arterie coronarie che portano il sangue al cuore risultano gravemente o completamente ostruite. In molti casi la causa dell'ostruzione è un coagulo di sangue formatosi nelle placche delle arterie, che impedisce il corretto afflusso di sangue e di ossigeno al cuore. In queste condizioni si verifica la morte progressiva del muscolo cardiaco.

Più tempo trascorre in condizioni di scarsità di ossigeno, più gravi sono i danni subiti dal cuore. L'insufficiente apporto di ossigeno può degenerare in infarto in caso di ostruzione totale, oppure risultare in un deterioramento lento e progressivo, che porta al cedimento del cuore a distanza di mesi o di anni.
L'infarto è preannunciato da diversi sintomi, alcuni dei quali sono elencati di seguito:
- Forti fitte, pressione o sensazione di oppressione al torace
- Estensione del dolore alla spalla, al collo, alla mandibola, al dorso o al braccio
- Difficoltà respiratorie
- Nausea e dolori addominali
- Sudorazione
- Capogiri
- Bruciore di stomaco
L'infarto può inoltre interferire con il corretto funzionamento elettrico del cuore, portando il ritmo cardiaco a una velocità eccessivamente alta e di conseguenza alla morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, se affrontato con un intervento tempestivo , l'infarto può essere trattato con successo attraverso la somministrazione di opportuni farmaci per la dissoluzione dei coaguli o attraverso procedure di dilatazione delle coronarie.
L'arresto cardiaco improvviso
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L'arresto cardiaco improvviso si verifica quando le camere inferiori (i ventricoli) assumono improvvisamente un ritmo rapido e irregolare (fibrillazione ventricolare). Di conseguenza si passa dalla regolare contrazione ad un'attività irregolare dei ventricoli che impedisce al cuore di pompare il sangue in modo efficace, interrompendo l'afflusso di ossigeno al corpo e al cervello.
Nel giro di pochi secondi, si perde conoscenza e le pulsazioni si arrestano. In questi casi, il decesso può essere evitato solo con un intervento di emergenza, cioè con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione esterna.
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Ulteriori conseguenze
Nei soggetti affetti da coronaropatia, possono essere presenti più stenosi, le quali possono anche essere causate da fattori diversi. La presenza di più stenosi in un'arteria o in entrambe le arterie coronarie riduce ulteriormente l'afflusso di ossigeno al muscolo cardiaco. Si possono verificare accumuli di placca anche nelle arterie collegate ad altri organi vitali; in questo caso si parla di vasculopatia periferica.
L'ostruzione delle arterie può essere dovuta a diverse cause. L'accumulo di placca sulla superficie interna delle arterie può indurre la formazione di coaguli di sangue. Il coagulo è generato dall'aggregazione delle cellule ematiche vicino o all'interno delle fessure della placca. La formazione di coaguli contribuisce a restringere e ostruire le arterie, riducendo l'afflusso di ossigeno al cuore e aumentando il rischio di infarto o altre forme di insufficienza cardiaca.
L'insufficienza cardiaca
L'espressione "insufficienza cardiaca" si riferisce a una complessa categoria di sintomi e segnali derivanti dall'incapacità del cuore di rispondere alle esigenze del corpo. L'insufficienza cardiaca è dovuta a diverse cause; negli adulti, è riconducibile il più delle volte alla coronaropatia, a un'alta pressione arteriosa non curata e a valvole cardiache danneggiate. In mancanza di un adeguato pompaggio del sangue da parte del cuore, si verifica un accumulo di liquidi nei polmoni e in altre parti del corpo, per esempio nelle gambe.
L'insufficienza non è sempre manifesta. In certi casi, nelle primissime fasi della malattia non si registra alcun sintomo. In altri casi dove sono presenti sintomi quali stanchezza e fiato corto, questi vengono interpretati come semplici segni dell'invecchiamento.
Di seguito sono elencati alcuni dei sintomi che presentano i soggetti colpiti da insufficienza cardiaca, a causa dell'incapacità del cuore di pompare sangue e fornire ossigeno a organi vitali quali reni e cervello:
- Difficoltà respiratorie
- Gonfiore dei piedi e delle gambe
- Mancanza di energia e spossatezza
- Sonno disturbato a causa di problemi respiratori
- Tosse con espettorato schiumoso
- Addome gonfio o molle, perdita di appetito
- Incremento della diuresi notturna
- Confusione, perdita della memoria
Le potenziali conseguenze della coronaropatia che possono minacciare la qualità della vita e la longevità sono l'angina, l'infarto, l'arresto cardiaco improvviso e l'insufficienza cardiaca. Il vostro medico è in grado di informarvi sulle opzioni di trattamento a disposizione e sulla prevenzione di questo disturbo. È quindi consigliabile parlare di queste possibilità con il proprio medico curante.
Ultimo aggiornamento: 31.07.2005
