Durante l'angioplastica, il cardiologo interventista può impiantare nel punto della stenosi uno stent coronarico, scelto in base all'arteria da trattare, per dilatare il vaso, ridurre il rischio di un nuovo restringimento nello stesso sito e garantire il successo dell'intervento.
Lo stent è un piccolo tubicino espandibile a maglie intrecciate, che costituisce una specie di impalcatura in grado di dilatare l'arteria. Lo stent viene impiantato durante un'intervento di angioplastica e rimane nel vaso in modo permanente.

La procedura di impianto dello stent
Lo stent coronarico viene montato su un catetere a palloncino per angioplastica e posizionato nel punto della stenosi.

Il palloncino viene gonfiato in modo da espandere lo stent e farlo aderire alle pareti dell'arteria.

Il palloncino viene quindi sgonfiato, mentre lo stent espanso rimane a contatto con le pareti dell'arteria.

Con il passare del tempo, le cellule della parete arteriosa crescono attorno alle maglie del dispositivo fissandolo ulteriormente in posizione.
Alcuni stent sono ricoperti da un farmaco che viene rilasciato nel corso del tempo. Per ulteriori informazioni, visitare la pagina relativa agli stent a rilascio di farmaco.
Per saperne di più sugli stent e su come ridurre il rischio di restenosi, parlatene con il vostro medico che saprà consigliarvi sul trattamento migliore.
Ultimo aggiornamento: 31.07.2005
